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Simona Esposito

esposito L’oggetto della mia tesi è stato il rapporto tra insindacabilità parlamentare e hate speech online, nel contesto italiano e francese. Lo scopo della ricerca era  comprendere se l’evoluzione dell’immunità potesse aver avuto un’influenza sulla retorica xenofoba adottata sui social network dai parlamentari di estrema destra (nel  caso specifico, Marion-Maréchal Le Pen e Matteo Salvini). Per farlo, ho analizzato il funzionamento dell’istituto dell’insindacabilità in Francia e in Italia e il quadro  normativo di lotta all’hate speech nei due contesti, con riferimento alla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. Questo quadro serviva per avere una visione completa dei limiti incontrati “offline” dal parlamentare che intendesse propagare delle retoriche xenofobe, prima di adottarle su internet. Infine ho trasposto questo quadro di analogie e differenze sulla rete, non in linea astratta, ma partendo dai casi di studio di Salvini e di Marion Le Pen. Il risultato è stato che Salvini in Italia porta avanti una retorica xenofoba molto più virulenta sui social network, da considerarsi hate speech, sia con riferimento al quadro italiano che a quello europeo; queste retoriche non verrebbero coperte dall’insindacabilità parlamentare. Marion Le Pen invece porta avanti una retorica xenofoba molto meno violenta e spesso, nelle pubblicazioni online, facendo riferimento alle attività parlamentari che svolge, incontrebbe con più probabilità la copertura immunitaria qualora fosse sottoposta a processo. Le considerazioni finali sono state due: sulla rete, in presenza di un vero e proprio hate speech promosso da un parlamentare, la copertura immunitaria andarebbe sempre esclusa; in secondo luogo, è estremamente probabile che l’evoluzione dell’insindacabilità abbia un’influenza sui limiti percepiti da una classe politica alla propria libertà d’espressione, come dimostra l’analisi degli hate speech.

La ricerca tesi è stata intrapresa durante uno stage al Centre d’études européennes di Science Po-Paris; all’estrazione dei dati dei social network ha partecipato anche il MédiaLab di Science Po.
La votazione conseguita per tale tesi è stata di 110 e lode su 110, con l’aggiunta di una speciale menzione da parte della commissione.

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